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Più attenzione all’utilizzo dei farmaci nelle condizioni di vita dei pazienti

È questo il cuore della dichiarazione congiunta firmata dall’Ema con le maggiore associazioni della medicina generale in Europa, Uemo, Wonca Europa e Efpc.

L’Ema, l’Agenzia Europea del farmaco, ha siglato lo scorso 6 giugno un impegno di collaborazione con le tre associazioni più rappresentative in Europa per la Medicina Generale: l’Unione europea dei medici di base (Uemo) e la sezione europea dell’Organizzazione mondiale dei medici di famiglia (Wonca) e il Forum europeo per l’assistenza primaria (Efpc).
 
Al centro del documento c’è la convinzione che la Medicina Generale, per la sua vicinanza alle persone nella vita reale, possa fornire informazioni essenziali per migliorare la gestione dei farmaci. Come ha spiegato Guido Rasi, direttore esecutivo dell’Ema: “I medici di famiglia sono il primo punto di contatto con i pazienti, forniscono assistenza a tutti i membri della famiglia, spesso per molti decenni, e questo li mette in una posizione unica. Il documento firmato oggi conferma l’impegno di EMA per coinvolgere attivamente i medici di famiglia nel suo lavoro, per garantire che le preziose conoscenze acquisite nelle cure primarie possano contribuire alla regolamentazione dei farmaci”.

Sviluppare il rapporto con la Medicina Generale da parte di Ema ha tre obiettivi:

• aiutare l’EMA a comprendere meglio come vengono utilizzati i farmaci nella vita reale e il potenziale impatto di specifiche azioni regolatorie sulla cura del paziente;
• rafforzare il contributo dei medici di famiglia nelle attività dell’Agenzia;
• sensibilizzare i medici di famiglia sul ruolo e le attività dell’UE riguardo alla regolamentazione dei farmaci.

La dichiarazione include un piano d’azione concreto fino al 2020 che prevede una maggiore comunicazione tra Ema e mondo della Medicina Generale e più collaborazione con le reti di ricerca esistenti nell’assistenza primaria.